Vademecum per il recupero di uccelli selvatici

Fonte: SOS Animali – Polizia Provinciale di Monza Brianza

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Con l’arrivo del caldo, numerosi uccelli ancora piccoli (i cosiddetti “nidiacei”) tentano di abbandonare i nidi, ma non riuscendo a volare cadono dagli alberi.

L’istinto ci spingerebbe a raccoglierli e portarli a casa per accudirli, ma è un comportamento quasi sempre scorretto. Raccoglierli significa infatti incidere nel corso naturale degli eventi e quindi assumersi una grossa responsabilità, quella di portarli poi in salvo.

Gran parte dei nidiacei (per esempio merli, passeri, civette), infatti, abbandona istintivamente il nido quando ancora non è un perfetto volatore: questi animali non sono abbandonati, anzi sono accuditi dai genitori che li accompagnano nella graduale autonomia attraverso le “cure parentali” tipiche di ogni specie. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori e danneggiare il processo di “imprinting”, cioè il processo di apprendimento madre-figlio.

 

COSA FARE

Si devono valutare attentamente le situazioni: se il nidiaceo appare gravemente ferito o in reale stato di pericolo allora è possibile intervenire, altrimenti dovrà essere lasciato nel luogo del ritrovamento.

 

Uccelli feriti o in pericolo

Lo sono per esempio quelli finiti in mezzo alla strada. Per sopravvivere hanno bisogno di un aiuto e se sono in pericolo devono essere messi in condizioni di sicurezza lasciandoli qualche tempo ad aspettare l’arrivo della madre.

 

Se è ferito possiamo:

– Avvicinarci per dare soccorso cercando di non manipolarlo troppo: potrebbe dibattersi o ferirsi.

– Utilizzare guanti sterili per evitare infezioni.

– Procurarci una scatola, non troppo sproporzionata rispetto alle dimensioni dell’animale, necessaria per il suo eventuale trasporto.

– Forare la scatola, chiuderla in modo tale che l’animale rimanga al buio per tranqullizzarsi e imbottirla con fogli di carta assorbente da cucina o fogli di giornale.

– La cosa migliore è quella di condurli personalmente ed al più presto al Centro di Vanzago (MI), Via delle Tre Campane, 21.

 

Se il nidiaceo è sano, anche se ancora incapace di volare:

– In linea generale deve essere lasciato nel luogo di ritrovamento.

 

Uccelli storditi

Spesso gli uccellini, sia di grandi che di piccole dimensioni, che vengono ritrovati a terra sono solo storditi dalla caduta o da qualche collisione con vetrate od altri ostacoli;

Nel giro di qualche decina di minuti sono in grado di riprendersi e spiccare il volo. (Il fenomeno è frequente soprattutto nei falchi)

– In linea generale devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento.

 

Cosa mangiano:

Nel caso in cui il centro di Vanzago sia chiuso è possibile dare loro del cibo.
Gli uccelli possono essere frugivori o insettivori: nel primo caso mangeranno semi e frutti di bosco, nel secondo insetti.

Esempio: I rapaci mangiano carne cruda. Gufi o civette, essendo cacciatori notturni, si cibano dopo il tramonto, quindi è utile lasciare loro a disposizione della carne cruda che mangeranno quando ne sentiranno la necessità.